Manuela

Boccanera

2 storie per il cinema

Manuela Boccanera è un’attrice e sceneggiatrice romana con esperienze artistiche che spaziano dalla radio, al doppiaggio, alla regia. Per il teatro ha scritto (oltre ad aver diretto e interpretato) L’Enfant Terrible tratto dal libro “La psicoanalisi moderna nei contributi di Sàndor Ferenczi” di Marco Franceschini e Babà Musica (con la regia anche di Daria Veronese).

I Mendicanti - serie televisiva in 2 puntate (la cui versione cinematografica è stata selezionata al Festival Le Quattro Giornate del Cinema di Napoli nel 2013, mentre quella teatrale si è aggiudicata il 2° posto al Premio Artistico Letterario Internazionale al Femminile Maria Cumani Quasimodo nel 2017 e L’ultimo Saluto (cortometraggio) selezionato all’ Amarcort Film Festival nel 2017, sono le sue prime sceneggiature per il piccolo e grande schermo.

 

Due storie appassionanti tra finzione e verità

Prefazione di Claudio Boccacini

 

E’ un dato acquisito che una buona sceneggiatura per essere tale debba contenere in se tutti i valori letterari propri di un grande romanzo, lungo o breve che sia: storia avvincente ricca di suggestioni e colpi di scena, personaggi credibili e interessanti ai quali potersi affezionare, ambientazioni affascinanti, qualità della scrittura elevata. Di contro c’è da dire che, viceversa, tutti i grandi romanzi sono già potenzialmente dei grandi film.

Le due sceneggiature di Manuela Boccanera qui pubblicate sono un esempio molto calzante di quanto appena affermato, entrambe infatti inchiodano il lettore ad un’attenzione spasmodica fin dalle prime pagine ma non solo, esse hanno il merito di precipitare il lettore, fin da subito, in due mondi , che pur lontani e diversi tra di loro, riescono ad interessarci e ad appassionarci tutte e due in egual misura.

 

Ne “ I Mendicanti “ l’ordito è sviluppato minuziosamente attraverso il comparire progressivo di personaggi e azioni in un continuo gioco di occultamenti e disvelamenti in un’altalena emotiva da thriller psicologico. L’uso sapiente del flash-back conferisce al racconto un elemento ulteriore d’imprevedibilità quasi destabilizzante.

Da notare come l’Autrice non si limiti in questo caso a presentarci i fatti con un occhio esterno solo apparentemente critico ma c’ induca in continuazione a considerazioni circostanziali sulle psicologie dei personaggi, psicologie che vengono tratteggiate con precisione e acume al punto da permetterci d’indagare nelle menti dei protagonisti fino al punto di prevederne le mosse, le azioni successive e quindi di conseguenza gli sviluppi dell’intera trama . E’ qui, però che l’Autrice si diverte a sorprenderci spiazzandoci con virate narrative imprevedibili per certi aspetti sconcertanti ma sempre plausibili, dando prova a più riprese di un’inventiva veramente ammirevole.

Molto interessante, sempre ne “I Mendicanti”, l’intreccio derivante dalla costruzione di una sceneggiatura che, nella storia, i protagonisti sono chiamati a sviluppare introducendo così nella vicenda una specie di “teatro nel teatro” è come se la storia scritta dai personaggi per certi aspetti anticipasse la storia vissuta dai personaggi stessi.

 

Ne “L’Ultimo Saluto” Manuela Boccanera dando prova di notevole versatilità stilistica cambia completamente scenario e linguaggio, eccoci qui traghettati ai tempi di guerra per il racconto di una vicenda dolorosa che affonda le sue radici i un fatto storico realmente accaduto. E’ molto interessante il confronto fra le due sceneggiature, mentre ne “I Mendicanti “ il ritmo è incalzante, sincopato, imprevedibile, ne “L’Ultimo Saluto” l’incedere narrativo è calmo, compassato quasi solenne, come a presagire fin dalle prime righe il senso incipiente del dramma.

Qui i personaggi si abbandonano poco a psicologismi e contorcimenti umorali, sono piuttosto solidi nelle loro dimensioni emotive, sempre coerenti e per questo riconoscibili, protèsi, quasi come personaggi di una tragedia greca, verso il loro ineluttabile destino. Il loro linguaggio è scarno, essenziale, è la Storia a parlare per loro, parlano come si parlava all’epoca e anche in questo senso è molto interessante il lavoro linguistico effettuato dall’Autrice. Questa seconda sceneggiatura, ma mi piace definirla romanzo breve , ha inoltre il merito, non da poco, di farci scoprire un ulteriore episodio di “ordinario eroismo” di cui la nostra storia è infarcita.

 

Insomma Manuela Boccanera con queste due opere si colloca come una delle più interessanti interpreti della scrittura del nostro tempo e consegnandoci queste due storie è come se ci regalasse due “viaggi” nell’animo umano, un animo umano sempre pronto al confronto e allo scontro con la realtà dei fatti e delle cose, due “viaggi“ che rapiscono l’attenzione del lettore regalandogli emozioni intense e durature, due “viaggi” che partendo dalle pagine scritte del libro potrebbero anzi dovrebbero trovare il loro naturale approdo davanti all’obiettivo della macchina da presa.

 

Recensioni

 

" Un libro – sceneggiatura o una sceneggiatura – libro. Difficile slegare l’abbraccio che fonde insieme due stili, uno ideale per la narrazione, l’altro per la visione (teatrale, cinematografica o televisiva che sia), utilizzati con sapiente equilibrio dall’autrice de “I Mendicanti” e “L’Ultimo Saluto”.

 

Sin dall’inizio ho preferito definirlo “un libro visivo”. Perché le vicende che si intrecciano, in quello che è realizzato da Manuela Boccanera con tutti i crismi di un lungometraggio, sono talmente vivide da trasformarsi all’istante in “immagine”. Come impugnando una macchina da presa l’autrice fa scorrere la storia e fissa l’attenzione sulla protagonista, Viola, e i suoi numerosi comprimari. Lo fa con pennellate asciutte e intense allo stesso tempo.

 

Il risultato è un fluire rapido, che nulla concede alla noia o alla ripetizione, ma che avanza (tra problematiche attuali e spinose come la violenza sulle donne, il dramma della solitudine o della frustrazione, la ricerca ostinata di una maternità tardiva, gli amori “malati” di cui sono piene le vite di ognuno), in un incalzare degno di un thriller psicologico. Il finale è tutto da vivere. Inaspettato, spiazzante, imprevedibile. Una secchiata di acqua gelida, che lascia increduli.

 

In calce al lungometraggio, un corto di poche e intense pagine, “L’Ultimo Saluto”, frutto di un ricordo familiare che tratteggia un’epoca - la seconda guerra mondiale - e un gesto, che solo la memoria tramandata nei decenni farà assurgere ad atto di nobiltà. Forse uno dei tanti di una sporca guerra fatta però di piccoli, grandi eroi. "

 

Maurelia Carafa

giornalista RAI e conduttrice GR2

 

 

" "I Mendicanti" è una sceneggiatura con i tratti del romanzo. Nelle sue pagine c'è il fascino del thriller psicologico condito dai temi dell'amore, della violenza sulle donne, della maternità e dell'ambizione professionale. E' un racconto che non consente al lettore di distrarsi ma che, anzi, lo tiene inchiodato allo scorrere degli eventi, soprattutto grazie alla formula scelta dalla scrittrice, il flashback, capace di rendere la storia ancora più avvincente. Dalla protagonista Viola, personaggio dalle mille sfaccettature, passando attraverso le figure maschili, fino ai personaggi di contorno, sono tutti tratteggiati con precisione e resi interessanti dal loro rapporto con la protagonista. Ne "I Mendicanti" nulla è casuale e l'autrice riesce sempre a sorprendere il lettore. Con "L'Ultimo Saluto" invece veniamo dirottati in tutt'altro mondo, tanto nei contenuti quanto nella forma stilistica. Improvvisamente ci addentriamo in una storia vera accaduta nel corso della Seconda Guerra Mondiale che la scrittrice ha deciso solo adesso di raccontare. Al centro della storia c'è un atto di eroismo che conferisce al racconto una vena di commozione. Ma nonostante tutto, non è una di quelle storie "strappalacrime"che lascia un senso di amarezza. L'autrice riporta alla luce un episodio incredibile e sconosciuto, rendendo la lettura piacevole e godibile. Manuela Boccanera, in entrambe le narrazioni, stimola la curiosità del lettore sulla psicologia dei suoi personaggi attraverso uno stile di scrittura fresco e sempre originale. "

 

Valentina Lo Russo

giornalista e speaker RDS

 

 

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